Papa don’t preach

Georgina Bloomberg ha 29 anni, i capelli lisci da ereditiera, nel tempo libero scrive libri per ragazzi, di professione fa la cavallerizza, è considerata una miliardaria “intrigante” e tra un cocktail e l’altro, a una festa di Gucci, ha detto che suo papà Michael, il sindaco di New York, è mosso da “buone intenzioni” quando vieta qualsiasi cosa, dal fumo alle bevande zuccherate, imponendo quanti centilitri di quel veleno uno può bersi andando in giro, tutto il resto è malattia e vizio. Buone intenzioni di cui “lo ringrazieremo tra vent’anni”, tanta cura nei nostri confronti sarà premiata da lunghe vecchiaie isteriche, ma oggi non è che tanta intrusione sia così ben vista.
7 AGO 20
Immagine di Papa don’t preach
Georgina Bloomberg ha 29 anni, i capelli lisci da ereditiera, nel tempo libero scrive libri per ragazzi, di professione fa la cavallerizza, è considerata una miliardaria “intrigante” e tra un cocktail e l’altro, a una festa di Gucci, ha detto che suo papà Michael, il sindaco di New York, è mosso da “buone intenzioni” quando vieta qualsiasi cosa, dal fumo alle bevande zuccherate, imponendo quanti centilitri di quel veleno uno può bersi andando in giro, tutto il resto è malattia e vizio. Buone intenzioni di cui “lo ringrazieremo tra vent’anni”, tanta cura nei nostri confronti sarà premiata da lunghe vecchiaie isteriche, ma oggi non è che tanta intrusione sia così ben vista: “La gente dovrebbe avere la libertà di fare le sue ‘bad choices’”. E dato che c’è, Georgina dà anche una lezione di mercato a papà, quel signore che ha creato un colosso editoriale unico al mondo, che ha un piano per continuare a contare nella vita politica americana e magari intanto comprarsi il New York Times o il Financial Times (forse meglio il secondo, fa più grande finanza internazionale): “Dovrebbe abbassare il prezzo del cibo sano piuttosto che vietare il cibo non sano. Se la gente potesse permettersi di comprare cibo nutriente, farebbe la scelta migliore”. Ecco qui in un attimo spiegato (bevendo Fresca, una bibita dietetica, perché la miliardaria non vuole prediche da papà ma nemmeno cuscinetti sulle chiappe) perché l’intervento dello stato non promuove comportamenti virtuosi, è il mercato che lo fa – libertaria a sua insaputa, questa Georgina.
New York s’è vista imporre di tutto dai suoi sindaci: La Guardia vietò il burlesque, Giuliani i furetti e Koch vietò ai cani di fare la pupù se il padrone non era in possesso di una paletta. Ma l’ossessione salutista unita a quella di imporre cosa fare è un po’ la marca di questi anni obamiani, con i comportamentalisti che ci spingono a fare quel che è meglio (per loro) e la first lady che dichiara guerra all’obesità. Tutto utile, tra vent’anni ringrazieremo, ma oggi non fateci troppe prediche, siamo tutti un po’ Georgine, per essere credibili ci beviamo anche una Fresca, e ci vediamo a casa dopo, per un po’ di vino, tanti carboidrati e un po’ di fumo. Attivo naturalmente.